Cristallo grezzo Fenacite utilizzato come imitazione di diamante
Il Lab del GIA riceve regolarmente cristalli grezzi quasi incolori, trasparenti o frammenti di questi per l’identificazione, poiché, molto spesso, sono venduti, o si spera che siano, diamanti.
E’ il caso di un cristallo grezzo di 67, 94 cts, quasi incolore e trasparente, inviato al GIA Est Coast Lab.
Il grezzo si presentava abbastanza simile ad un dodecaedro di diamante, con tanto di strutture da dissoluzione, quali strie parallele e trigoni (o più correttamente qualcosa che ci assomigliava molto) e perfino un cristallo incluso rosso aranciato. Ma già dalle prime indicazioni fisiche, quali l’assenza della caratteristica lucentezza adamantina e del fuoco tipico del diamante (entrambi, però, avrebbero potuto essere impercettibili a causa delle irregolarità della superficie), nonché il basso peso specifico, testimoniavano l’impossibilità che fosse un diamante. Analisi più accurate, poi, hanno dimostrato un carattere ottico birifrangente uniassico, con indice spot di 1,65.
L’ultima prova, ottenuta con lo spettroscopio Raman, ha confermato che si trattava di Fenacite, Be2SiO4.
Curiosa l’etimologia del nome Fenacite, che proviene dalla parola greca phenacos che significa “illudere”…
Da Gems & Gemology Fall 07